C’è la cura per l’emangioma infantile: è il propranololo

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C’è la cura per l’emangioma infantile: è il propranololo

C'è la cura per l'emangioma infantile: è il propranololo
C'è la cura per l'emangioma infantile: è il propranololo

Il farmaco, approvato per uso pediatrico, ha un’efficacia che supera il 90%. L’importante è la diagnosi corretta e tempestiva che distingua gli emangiomi dalle altre “macchie rosse”

Gli emangiomi infantili sono delle macchie rosse, qualcuno le chiama ancora “voglie” perché compaiono sulla pelle dei neonati. E c’è la convinzione che se ne vadano via da sole, ma non è sempre così. Ci sono casi in cui bisogna intervenire subito perché queste – che sono in realtà tumori vascolari benigni – possono crescere nell’arco di pochi mesi e compromettere la salute di un bambino. La buona notizia è che ora anche in Italia è disponibile il propranololo, un farmaco in grado di far “rimpicciolire” e scomparire “la macchia rossa”.
«L’importante è intervenire subito, appena si nota la comparsa della macchia» sottolinea Pietro Dalmonte, Responsabile del Centro Angiomi dell’Istituto Pediatrico Gaslini di Genova e Past President SISAV, Società Italiana per lo Studio delle Anomalie Vascolari. «L’emangioma per la sua caratteristica continua a crescere, di giorno in giorno, e non solo superficialmente. Quindi è inderogabile che i genitori si rivolgano al pediatra e che questi li indirizzi a uno dei Centri di reinserimento per una diagnosi corretta».

Dottor Dalmonte, che cos’è l’emangioma infantile?

L’emangioma è una lesione proliferativa, un tumore benigno, e come tale proliferando può diventare rilevato e presentarsi sotto forma di una tumefazione. Attenzione: non va confuso con le frequenti macchie rosse, che sono malformazioni capillari della pelle che non proliferano, chiamate angioma piano.
L’emangioma infantile in Italia colpisce in totale circa il 4-6% dei neonati. Nel 10-12% circa di tutti i casi, che in Italia equivalgono a circa 2.500-3.000 bambini, la localizzazione della lesione può determinare complicanze cliniche, estetiche e psicologiche anche severe. Parlo degli emangiomi localizzati in aree delicate come le palpebre (può creare difficoltà visive), le orecchie, il naso, la bocca o la zona urogenitale e può interferire con le normali funzioni o, addirittura, mettere a rischio la vita, nel caso di emangiomi che ostruiscono le vie aeree superiori.

Cosa devono fare i genitori che scoprono una macchia rossa sulla pelle del loro bambino?

Ci sono diverse anomalie vascolari che possono presentarsi alla nascita o nel primo mese di vita, sotto forma di macchia rossa. E la diagnosi differenziale non è semplice, nemmeno per il medico. Quindi i genitori che scoprono sulla pelle del proprio bambino una macchia rossa non si devono spaventare, ma devono agire: nella maggior parte dei casi le macchie rosse sono un problema banale ma, come dicevo, c’è una percentuale in cui bisogna intervenire per tempo. La diagnosi corretta è fondamentale: i genitori devono rivolgersi al proprio pediatra e questi deve inviarli a un Centro di riferimento che si occupi di emangiomi. Per sapere quali sono questi centri, ci si può rivolgere alla SISAV, la Società Italiana per lo Studio delle Anomalie Vascolari.

Dottor Dalmonte, come agisce il propranololo?

Il propranololo è un betabloccante in grado di frenare la proliferazione dell’emangioma e accelerarne la regressione. Ha una percentuale di successo straordinaria, che supera il 90%. Prima dell’avvento di questo farmaco la terapia di prima linea era basata sul cortisone che aveva una percentuale di successo nettamente inferiore e soprattutto aveva una incidenza di recidive del 35% per non parlare poi degli effetti collaterali. Quindi questo farmaco ha decisamente cambiato quella che era la storia naturale degli emangiomi infantili. L’importante è, come dicevo prima, intervenire al più presto: si può intervenire con una terapia sistemica in bambini di età compresa tra le 5 settimane e i 5 mesi d’età.

Cosa sappiamo sulle cause dell’emangioma?

Le cause sono ancora sconosciute, anche se si ipotizza possano concorrere alla sua insorgenza il sesso femminile del nascituro, l’età materna avanzata, la placenta previa e la prematurità.

LA STORIA DEL FARMACO – L’efficacia del propranololo nell’emangioma è stata scoperta per caso, nel 2007 dalla dottoressa Christine Léauté-Labrèze, dermatologa e pediatra dell’Ospedale Universitario di Bordeaux: scoprì che questo betabloccante, utilizzato su un bambino di 3 mesi con emangioma infantile che aveva sviluppato una cardiopatia, aveva un effetto positivo sull’emangioma stesso. Dopo qualche giorno, la dottoressa infatti notò un attenuamento del colore e della morbidezza dell’emangioma, che sparì dopo poche settimane. Alcuni studi successivi ne confermarono l’efficacia e il propranololo iniziò ad essere usato off label in preparazione galenica. Nel frattempo l’Università di Bordeaux avviò una collaborazione con Pierre Fabre Dermatologie per sviluppare e produrre una formulazione farmaceutica adatta all’uso pediatrico, che è quella approvata dai diversi organismi regolatori e che oggi è disponibile anche in Italia.

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Fonte:qui

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